i marcati con tag ‘dimissioni’

Possono essere svariati i motivi per lasciare il proprio posto di lavoro (una posizione lavorativa più vantaggiosa, insoddisfazione dettata dalle condizioni di lavoro, incompatibilità insuperabili con i colleghi), ma per farlo nel migliore dei modi, bisogna annunciare la fine del rapporto al proprio datore di lavoro, attraverso un documento formale che è la lettera di dimissioni.
Ma in che termini scrivere una lettera di dimissioni, e con quale preavviso presentarla?
Possono esserci alcune gravi mancanze da parte dei datori di lavoro (come la mancata osservanza delle norme di sicurezza, mobbing o il ripetuto mancato pagamento della retribuzione) che possono portare il lavoratore a dimettersi. Per questi casi gravi si parla di dimissioni per giusta causa, il lavoratore può decidere di interrompere senza l’obbligo di preavviso il rapporto di lavoro. Al lavoratore spetterà l’indennità sostitutiva del preavviso e allo stesso modo potrà richiedere l’indennità ordinaria di disoccupazione, in quanto il sopravvenuto stato di disoccupato non gli è imputabile.
Nei restanti casi, quelli in cui si suggerisce al datore di lavoro di prendere atto, di comune accordo, della propria volontà di non proseguire il rapporto professionale in atto, è sufficiente una normale lettera di dimissioni. Al fine di mantenere buoni rapporti con dirigenti e colleghi è consigliabile dare le dimissioni con un periodo di preavviso. Con un po’ di buon senso e tenendo conto delle condizioni contrattuali che sono state sottoscritte all’inizio del rapporto si può calcolare quanto tempo prima consegnare la propria lettera di dimissioni.
Come si scrive una lettera di dimissioni?
Le informazioni da inserire all’interno della lettera sono poche ed essenziali. Ecco quello che non deve mai mancare:
1. Estremi anagrafici di chi presenta le dimissioni
2. Denominazione e indirizzo della persona e della società a cui vengono rassegnate
3. Data
4. Luogo
5. Firma di entrambe le parti (ognuna delle quali dovrà conservare una copia).