Occhi e monitor

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I consigli dell’oculista per chi lavora al PC.

25 Set, 2017
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Alcune categorie di lavoratori - come ad esempio i videoterminalisti - trascorrono davanti allo schermo del PC almeno 8 ore al giorno. In realtà, si tratta di una stima ottimistica: alle 8 ore dovrebbe infatti essere sommato il tempo trascorso a guardare il cellulare, la tv o il pc da casa.

Il lavoro costante e continuato al PC, se effettuato in maniera scorretta, può causare l’insorgenza precoce di disturbi di affaticamento (disturbi astenopici), eccessiva sollecitazione della muscolatura oculare, difetti di refrazione, presbiopia non corretta.
Esistono accorgimenti per evitare che le ore trascorse davanti allo schermo causino un eccessivo affaticamento e un peggioramento della vista? Lo abbiamo chiesto al Dott. Raffaello Tidore, oculista.

Dott.Tidore, quali regole seguire per non affaticare gli occhi in ufficio?

1. Posizionare lo schermo del computer in adeguate condizioni di luminosità: molte persone preferiscono adottare una luce dietro lo schermo, altre prediligono il buio.
2. La cosa più importante è avere un adeguato contrasto (differenza tra i punti più luminosi e quelli meno luminosi) sullo schermo regolandolo, così come la luminosità. Per chi lavora in ore serali è importante attenuare la luminosità ed il contrasto, molti dispositivi hanno dei parametri prestabiliti a questo scopo. Leggere schermi molto luminosi fino a tarda sera, può rendere difficoltoso l’addormentamento e compromettere così la qualità del sonno.
3. Evitare di posizionare lo schermo davanti o dietro una finestra.
4. Posizionare lo schermo a una distanza di almeno 60/70 cm.
5. Fare pause a intervalli regolari: è importante staccare gli occhi dallo schermo ogni 20-25 minuti, per modificare la distanza di messa a fuoco. Restare concentrati per ore a breve distanza dello schermo (che sia del tablet, del computer o dello smartphone), costringe la muscolatura dei nostri occhi a non muoversi oltre gli 80 cm.
Durante le pause è essenziale guardare qualcosa di molto lontano fuori dalle nostre finestre, così da consentire agli occhi di focalizzarsi su punti distanti permettendo il rilasciamento dell’accomodazione, la distensione del complesso meccanismo che ci consente la messa a fuoco da vicino e da lontano.
6. Adottare una postura corretta: schiena ben appoggiata allo schienale, uno spazio di 20/25 cm tra la tastiera e il bordo del desk, piedi appoggiati su un apposito supporto.
7. Fare visite di controllo periodiche dall’oculista, l’unico in grado di riconoscere eventuali ametropie (difetti visivi), correggerli appropriatamente e approfondire tutti gli aspetti riguardanti la salute dei vostri occhi.

Ricordiamo che a partire dai 40 anni di età, tutte le persone subiscono una riduzione della capacità della messa a fuoco per vicino. Questa condizione viene chiamata Presbiopia e cambia nel tempo, gradualmente, fino ai 60 anni. Non è una malattia e non deve essere considerata un peggioramento della capacità visiva, ma richiede la giusta correzione alla diverse distanze di messa fuoco.
La prima distanza che andrà corretta sarà quella per la lettura, in seguito la distanza intermedia per vedere bene il vostro computer, successivamente potrebbe essere necessario correggere anche la distanza per lontano.

In collaborazione con la redazione di MioDottore.it e con il contributo del Dott. Raffaello Tidore, oculista.

 

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