Contratto di lavoro a progetto

Pubblicato da valentina il 8 febbraio 2007 in Contratti di Lavoro

Il contratto di lavoro a progetto è un contratto di collaborazione coordinata e continuativa caratterizzato dal fatto di:
* essere riconducibile a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso
* essere gestito autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l’organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa
La disciplina prevista in materia di lavoro a progetto è finalizzata a prevenire l’utilizzo improprio delle collaborazioni coordinate e continuative e a tutelare maggiormente il lavoratore.

APPLICAZIONE

Il contratto di lavoro a progetto può essere stipulato da tutti i lavoratori e per tutti i settori e le attività, con le seguenti esclusioni:
* agenti e rappresentanti di commercio
* coloro che esercitano professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione a specifici albi professionali (già esistenti al momento dell’entrata in vigore del decreto)
* componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società
* partecipanti a collegi e commissioni (inclusi gli organismi di natura tecnica)
* pensionati al raggiungimento del 65° anno di età
* atleti che svolgono prestazioni sportive in regime di autonomia, anche in forma di collaborazione coordinata e continuativa
* collaborazioni coordinate e continuative di tipo occasionale “minima”, ovvero di durata non superiore a 30 giorni con un unico committente, e per un compenso annuo non superiore a 5.000 euro con lo stesso committente
* rapporti di collaborazione con la pubblica amministrazione
* rapporti e attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque resi e utilizzati a fini istituzionali in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano)

CARATTERISTICHE

Il contratto di lavoro a progetto deve essere redatto in forma scritta e deve indicare, a fini della prova, i seguenti elementi:
* durata della prestazione di lavoro: può essere determinata (indicata specificamente) o determinabile in quanto il rapporto dura finché non sia stato realizzato il progetto, il programma o la fase di lavoro
* individuazione e descrizione del contenuto caratterizzante del progetto o programma di lavoro, o fase di esso
* corrispettivo e criteri per la sua determinazione, tempi e modalità di pagamento, disciplina dei rimborsi spese
* forme di coordinamento tra lavoratore a progetto e committente sull’esecuzione (anche temporale) della prestazione lavorativa
* eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto (oltre a quelle previste in applicazione delle norme relative all’igiene e sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro)
Il contratto termina quando il progetto, il programma o la fase vengono realizzati. Il recesso anticipato può avvenire per giusta causa o in base alle modalità previste dalle parti nel contratto individuale.

Trattamento economico e normativo

Il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del contratto.
Il Dlgs 276/2003 prevede una maggior tutela, rispetto alle collaborazioni coordinate e continuative, del lavoratore in caso di malattia, infortunio e gravidanza:
* la malattia e l’infortunio del lavoratore comportano solo la sospensione del rapporto che però non è prorogato e cessa alla scadenza indicata nel contratto o alla fine del progetto, programma o fase di lavoro.
Il committente può comunque recedere se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto (quando determinata) ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di durata determinabile
* la gravidanza comporta la sospensione del rapporto e la proroga dello stesso per 180 giorni

Sono stati inoltre previsti a favore del lavoratore:
* facoltà di svolgere la propria attività per più committenti (salvo diversa previsione del contratto individuale)
* diritto a essere riconosciuto autore dell’invenzione fatta nello svolgimento del lavoro a progetto

ATTUAZIONE

La disciplina relativa al lavoro a progetto si applica alle collaborazioni coordinate e continuative stipulate dopo l’entrata in vigore della norma (24 ottobre 2003). Le collaborazioni coordinate e continuative stipulate prima del 24 ottobre 2003 senza il riferimento a un progetto o a una fase di esso, mantengono efficacia fino alla loro scadenza e in ogni caso non oltre un anno dall’entrata in vigore del Dlgs 276/2003, senza possibilità di rinnovo o proroga. Decorso il termine del 24 ottobre 2004 le collaborazioni non ricondotte a un progetto cessano automaticamente.
Possono essere stipulati accordi aziendali che stabiliscano che le collaborazioni non riconducibili a un progetto siano trasformate in una forma di lavoro subordinato che può essere individuata sia fra quelle previste dal decreto 276/2003 (lavoro intermittente, ripartito, distacco, somministrazione, appalto), sia fra quelle già disciplinate (contratto a termine o a tempo parziale). Questi accordi possono anche prevedere un termine di efficacia più ampio di quello del 24 ottobre 2004, ma comunque non superiore al 24 ottobre 2005.

tratto da http://www.welfare.gov.it

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132 Commenti a “Contratto di lavoro a progetto”

  1. Micia scrive:

    Per Giorgio,
    ho sentito che dopo 5 anni che lavori a progetto nella stessa azienda ti trmutano il contratto a tempo indeterminato…è vero???
    Grazie

  2. MALCOM X scrive:

    Mi permetto di rispondere alla domanda io:

    purtroppo no, non esiste alcun limite al rinnovo di contratti a progetto aventi analogo progetto (o programma o fase di esso) o anche progetto diverso.

    Tuttavia ci sono importanti novità da parte della Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 4 del 29/01/2008 -IMPORTANTE, LEGGETE ATTENTAMENTE TUTTI!-

    La Direzione Generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con circolare n. 4 del 29 gennaio 2008, ha fornito le indicazioni operative, per i propri uffici periferici, al fine di uniformare l’attività di vigilanza riguardante le collaborazioni coordinate e continuative nelle modalità a progetto di cui agli artt. 61 e ss. del Decreto Legislativo n. 276/2003. La circolare fornisce le seguenti indicazioni al fine di interpretare la genuinità del contratto a progetto:

    1) forma scritta

    2) specificità del progetto o del programma di lavoro o fase di esso (non può coincidere integralmente con l’attività principale o accessoria dell’impresa come risultante dall’oggetto sociale). In pratica, il progetto non può limitarsi a descrivere il mero svolgimento della normale attività produttiva né può consistere nella semplice elencazione del contenuto tipico delle mansioni affidate al collaboratore

    3) verificare le modalità di inserimento del collaboratore nel contesto aziendale del committente (valutare la tipologia e le modalità in cui si esplica l’inserimento nell’organizzazione aziendale specie con riguardo alle forme di coordinamento)

    4) il contenuto della prestazione non deve essere elementare, ripetitivo e predeterminato in quanto non compatibile con una attività di carattere progettuale

    5) in capo al collaboratore, fermo restando il collegamento funzionale con la struttura organizzativa del committente, deve residuare un’autonomia di scelta sulle modalità esecutive di svolgimento della prestazione

    6) verifica del potere disciplinare attuato, anche in forma sanzionatoria, dallo stesso committente

    7) il compenso non deve essere esclusivamente legato al tempo della prestazione, ma deve essere riferibile anche al risultato enucleato nel progetto

    8) elemento di valutazione per il disconoscimento del contratto a progetto potrebbe essere la mono-committenza

    9) vanno attentamente valutate le proroghe ed i rinnovi del contratto di collaborazione.

    Infine, la circolare evidenzia le seguenti tipologie di attività che mal si conciliano con quella del contratto a progetto: addetti alla distribuzione di bollette o consegna di giornali; addetti alle agenzie ippiche; autisti e autotrasportatori; babysitter e badanti; baristi e camerieri; commessi ed addetti alle vendite; custodi e portieri; estetisti e parrucchieri; facchini; istruttori di autoscuola; letturisti di contatori; manutentori; muratori e qualifiche operaie dell’edilizia; piloti ed assistenti di volo; prestatori di manodopera nel settore agricolo; addetti alle attività di segreteria e terminalisti.

    Fate girare… chi vuole intendere intenda!!!

    Personalmente sono collaboratore a progetto da piu di un anno con lo stesso committente e mi han rinnovato 3 volte il contratto: da qualche tempo ho iniziato una minuziosa operazione di “raccolta” di tutte le e-mail e i documenti che, a mio avviso, rappresentano chiari indizi di un rapporto subordinato e di esercizio di potere direttivo, disciplinare e di controllo sistematico sull’attività svolta nonchè sulle modalità operative della prestazione… per finire l’oggetto stesso del progetto scritto in contratto viene CONTINUAMENTE modificato dal committente senza consenso delle parti.

    Chi vuole intendere intenda…

    LAVORATORI FATEVI FURBI! NON ACCETTATE TUTTO! LA LIBERTA’ E’ UN DIRITTO CHE SI CONQUISTA SUL POSTO DI LAVORO

  3. Gina Gina scrive:

    Ciao a tutti. Ovviamente ho anche io un contratto a progetto. Secondo voi è possibile richiedere fare una causa che abbia un senso perchè lavoro come addetta alle vendite (biglietteria e libreria)? Ovviamente sul mio contratto non c’è scritto ma io ho degli orari di lavoro (quelli di apertura del museo). Secondo me ci sono i presupposti per una causa, voi che ne pensate?

  4. toy scrive:

    ho lavorato più di 3 mesi fa ormai per un contratto occasionale. tutto regolare, tutto a posto…ma non mi hanno ancora pagato..cosa posso fare? a chi posso rivolgermi?

  5. Giorgio scrive:

    Grazie Malcom X per aver risposto. Io non avrei saputo essere cosi’ esauriente.

    Purtroppo ci troviamo in un periodo di crisi economica molto brutto e di lavoro ce ne e’ poco. La crisi non durera’ per sempre e quando finira’, si riuscira’ a cambiare lavoro molto facilmete. Il risultato sara’ che nessuno proporra’ i cocopro.
    Buona Pasqua a tutti

  6. ezx scrive:

    ciao a tutti!
    mi hanno proposto un contratto a tempo determinato. con questo tipo di contratto vengono pagate le ferie, malattie ? e la pensione inps?

    per chi voleva sapere se veniva pagata la pensione inps con i contratti a progetto, VI CONFERMO DI NO. NEL SENSO che vengono versati si dei contributi, ma in una cassa a parte, non valevole ai fini della cassa inps. la cassa di cui prima, per i lavoratori a progetto, permette di avere una pensione veramente bassa, dopo avere lavorato 150 ANNI !PER PERMETTERE A CHI GOVERNA DI PAGARSI LE LORO BELLE PENSIONI CUMULABILI, DA LAV DIPENDENTE E NON. scusate lo sfogo ma non siamo messi proprio bene in italia. abbiamo stipendi rapportati alla vita paragonabili al messico! chi può è meglio che se ne vada all’estero….

  7. Giorgio scrive:

    X Micia
    Son d’accordo con tuo marito pero’, visto come stanno le cose, prova a cercare un altro lavoro.
    Sette anni di esperienza son molti e non e’ detto che non trovi di meglio ;)
    Un grande in bocca al lupo e tienici informati.

  8. MALCOM X scrive:

    Come volevasi dimostrare:

    Cassazione/ I precari dei call center devono essere assunti
    Martedí 15.04.2008 17:16

    Chi svolge lavoro in un call center con l’obbligo di osservare un orario, utilizzando strumenti e l’ambiente messi a disposizione dal datore, ha diritto ad un contratto stabile. Lo spiega la Cassazione, confermando una pronuncia della Corte d’appello di Venezia che aveva riconosciuto come subordinato il lavoro di 15 dipendenti di una società, la quale, invece, sosteneva che il lavoro svolto da questi fosse di natura autonoma.
    Per la Suprema Corte (sezione lavoro, sentenza n.9812), “l’elemento decisivo che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato dal lavoro autonomo è l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro ed il conseguente inserimento del lavoratore in modo stabile ed esclusivo nell’organizzazione aziendale”.

    Nel caso di specie, dunque, osservano gli ‘ermellini’, i giudici del merito “hanno ritenuto sussistente la subordinazione per il fatto che erano tenute ad osservare un orario, che dovevano giustificare le assenze, che si avvalevano di attrezzature e materiali forniti dalla societa’ e che si dovevano attenere alle direttive del datore di lavoro”.
    Tutte queste circostanze, conclude la Cassazione, “sono state ritenute dalla Corte (di merito, ndr) con un apprezzamento in fatto congruamente motivato e non suscettibile di riesame in sede di legittimità, sintomatiche dello stabile inserimento delle lavoratrici nell’organizzazione aziendale e prova della natura subordinata del rapporto di lavoro”.

    MA DOBBIAMO ASPETTARE CHE INTERVENGA LA CASSAZIONE O VI SVEGLIATE, LAVORATORI!

  9. Lolita scrive:

    Ciao a tutti. IO ho un c. a progetto. Il mese scorso mi hanno chiesto di lavorare piu ore, e sono andata anche i 4 sabati del mese. Oggi mi e arrivata la busta..e indovinate… le ore lavorate invece di aumentare queste mese…sono diminuite. Quindi ho lavorato come una matta.. e non ho guadagnato un bel niente! Qualcuno mi sa dire..Queste ore lavorati in piu e i sabati lavorati..non vengono pagati? Ne ho o no diritto?

  10. MALCOM X scrive:

    Allora, tanto per chiarire: il contratto a progetto è per legge un contratto di risultato, dove non rileva il tempo impiegato per ottenere il risultato.

    Pertanto cara Lotita non possono costringerti a fare un determinato orario!

    Il lavoratore a progetto è un lavoratore autonomo!

  11. MALCOM X scrive:

    Vi invito a segnalare su questo sito e su questo blog le ragioni sociali delle aziende che applicano contratti a progetto impropri: le segnalazioni qui riportate le girerò direttamente al MINISTERO DEL LAVORO

    e vediamo cosa succede…

  12. Giorgio scrive:

    x MALCOMX

    Ti vedo molto informato sull’argomento… avvocato o ispettore del lavoro? :)

  13. MALCOM X scrive:

    Nessuno dei due. Sto con la giustizia però

  14. alter --- people scrive:

    (dedicato al mondo IT/ICT/TLC )

    Innanzitutto ciao a tutti;
    dopo una discreta ricerca sul web ed in mancanza di siti istituzionali esplicitativi ed autorevoli sono finito anch’io qui , a studiare come voi cosa significa “vivere a progetto”.Una breve introduzione :
    circa 4 anni in nero nel mondo dell’ it/hardware x rivenditore hardware e servizi per piccole imprese e privati.1 anno come consulente T-system-ibm e +0- qualcun altro che mi rivendeva direttamente come formatore/docente in giro “zingarescamente” per l’italia ;
    1,5 anni come “—-dipendente a progetto—” per conto di edinspa che mi rivendeva come schiavo in ex alcatel alenia space Roma ( help desk 1° e 2° livello su infrastruttura rete microsoft ), vari corsi p.o.n. tenuti in alcuni plessi scolastici della provincia di Napoli, e finalmente oggi … consulente network security engineer presso un noto istituto bancario in Milano (ovviamente rivenduto come una matriosca da 4 socetà scatola ).
    Regola nr1 il Dipendente ha sempre ragione.
    Regola nr2 il dipendente non ha quasi mai bisogno di giustificazioni , anzi semmai è l’azienda che deve giustificare intenzioni/posizioni etc…
    regola nr3 il lavoro ( intendo il senso intrinseco del termine stesso ) come la legge in italia non è uguale per tutti.
    questo ha portato lo stato e le aziende a cancellare in un colpo di spugna tutti i diritti acquisiti dai lavoratori nel corso degli anni ( tredicesima, ferie, malattia,liquidazione, diritto allo sciopero e tanto altro ancora … ); è chiarissimo che per il cattivo comportamento di una piccola parte di fannulloni ( che andrebbero legittimamente licenziati ) ne ha pagato le pene tutto il paese ( quelli che lavorano e non possono “comprare” un buon posto di lavoro … ).

    Di tutte le suddette regole ne fanno le spese i “consulenti”, gli schiavi della socetà moderna.Provate ad indovinare a chi viene assegnato il lavoro urgentissimo il venerdì alle 6 del pomeriggio?Chi deve fare il lavoro che tutti i componenti dell’ufficio si RIFIUTANO di fare ? ma ovviamente il consulente , dopo che ha svolto il suo , di lavoro, ed in più molto spesso è costretto a farlo passare come lavoro altrui.Chi deve diventare lo sfogo di tutti se l’ufficio viene messo sotto pressione anche solo per la non felicità e soddisfazine personale dei cari “”colleghi”” dipendenti?Ma è ovvio signori , ancora il consulente, senza difese apparenti e senza armi in pugno.
    La cosa sconcertante è che potrei continuare così per pagine e pagine.
    Scendiamo nello specifico e facciamo 2 nomi .
    EDIN S.P.A. discreta azienda di servizio it di napoli, associata del gruppo trefin rivendeva servizio help desk in ex alcatel alenia space italia
    … che tempi …
    le mansioni andavano dal facchinaggio dell’harddware , all’ help desk , al problem solving , rinnovo parco macchine active directory policyng .. e tante altre schifezze microsoft. tutti i giorni treno napoli roma — roma napoli + almeno 8/9 ore di lavoro spesso saltando la pausa pranzo per cercare di guadagnare un pò di tempo….
    Potevi essere mandato a casa se durante una migrazione o un backup di 1 pc perdevi magari neanche per colpa tua una mail o un file con il film di turno dell’ utente ( ovviamente dipendente ) che ti segnalava,
    Ricordo ancora le urla del “carissimo” sig. luca cuosta …
    urlava ..
    Durante una nostra riunione ed in prossimita della scadenza dei contratti io ribadìì che sul mio contratto non c’era scritto niente di tutto ciò, non avevo trovato in nessun punto qualcosa che mi “certificasse” almeno in un pezzo di carta di essere dipendente, anzi si trattava di lavoro a progetto , proprio come diceva il contratto.
    Dopo un anno e mezzo di lavoro ,dopo aver incanalato una nuova risorsa e formate altre 2 ( oltre al mio normale lavoro ed al viaggio in treno ) sono stato repentinamente liquidato, si fa per dire , perchè non solo non mi spettava alcuna liquidazione e tredicesima ( era il periodo di natale di qualche anno fa ) ma mi sono state detratte cira 700€ di tasse come lavoratore non residente, la busta paga non ve la dico proprio … faceva piangere ..
    E così come questa ce ne sono tantissime di socetà che operano alla stessa maniera proprio nel campo dell ‘ IT/ICT/TLC.

    Beh, dopo questo piccolo sfogo e dopo quasi 3 anni complessivi di lavoro a progetto , angherie ,pressioni,e mobbing psicologico subito mi è venuta la voglia di capirne di + e mi son messo a leggere 2 righe … effettuare 2 ricerche insomma a studiare un pochino, così come faccio tutti i giorni per il mio lavoro.
    Innanzitutto il lavoro a progetto deve essere riconducibile ad un progetto “REALE” pena l’assunzione a tempo indeterminato del dipendente dalla data di sottoscrizione del contratto con tuti i relativi contributi da pagare a carico dell’azienda.
    Per farla breve se lavorate nel mondo dell it e vi occupate di “manutenzione ordinaria” **** di un sistema/infrastruttura a meno che non vi sia un progetto con tutti i relativi step ed obbiettivi legati ad un periodo di tempo prestabilito il “progetto” in se non esiste.
    Il contraente non è legato a vincoli di tempo a meno che non vengano specificati e pattuiti nel contratto, quindi se la socetà che vi “vende” non ha inserito alcun orario sul contratto non vi può obblligare a seguire gli orari del cliente o a timbrare cartellini online ( per quantificare il vostro stipendio ) e gompagnia bella …..
    Nel momento in cui dimostrate di recepire ordini da un capo che è diverso da quello inserito nel coordinamento del vostro contratto ( il vostro capo ufficio , per intenderci ) il contratto perde valore di autonomia e non è più valido ( infatti dovreste essere assunti con contratto a tempo determinato , somministrazione o a tempo indeterminato dall’ azienda cliente) ,non e difficile procurarsi le mail con gli ordini impartiti o i rapportini firmati etc .. ovviamente se è questo il verso che volete intraprendere fatevi aiutare da un avvocato esterto in modo da validare gli atti e la documentazione prodotta dal punto di vista legale.
    infatti se tempo fa avessi fatto causa all’azienda (con le competenze attuali ) avrei avuto buone chance di vincere.
    Ma ormai è acqua passata.

    tutte le normative che regolano i contratti a progetto sono reperibili e consultabili online, anzi approfitto per chiedere di raccogliere in un post , (se è possibile )tutti i link interessanti a riguardo.
    Poi sarebbe interessante raccogliere una black list possibilmente con le ragioni sociali ( i nomi ) delle aziende e delle persone , almeno per spiattellare la realtà dinanzi agli occhi di tutti con una breve descrizione della situazione.
    Dobbiamo gridare per cambiare le cose , altrimenti l’italia diventerà un paese di schiavi , prostitute ,magnacci ed avvoltoi.
    Ma non la guardate la televisione ? dai media mancano tutti i problemi reali che ci affliggono .Il lavoro , la precarietà , l’euro , l’inflazione , gli affitti alle stelle , i mutui a tassi inverosimili ed i prezzi delle case alle stelle , ci “abbuffano di veline e grande fratello”.
    Bisogna gridare e combattere ( vedi la francia per esempio … ) per i nostri diritti per non farci calpestare dalla nuova “casta dei magnacci” che compra e vende l’italia tutte le volte che vuole e per di + sotto il nostro naso senza che nessuno se ne accorga.

    Per favore spero in qualche post costruttivo.

    **** manutenzione ordinaria = tutto quello che è paragonabile al lavoro di routine che deve essere eseguito in uno specifico processo all’interno di un ambiente di produzione,sia esso il datacenter di un istituto bancario o il bullone da avvitare in una catena di montaggio.

  15. Silvia scrive:

    Scusate ma.. mi hanno proposto un contratto a progetto.. a me va bene, xke non sto cercando posti fissi, però mi kiedevo.. posso lasciare il lavoro quando voglio o devo dare un prevviso o cosa se il contratatto prevede la collaborazione di un anno?

  16. apache scrive:

    Le informazioni di MALCOM X sono davvero interessanti, le terrò presenti. Per quanto riguarda il segnalare la propria azienda qui, penso che pochi o nessuno se la sentirà di farlo pubblicamente o di farlo affatto… regna la paura di perdere quell’unico posto conquistato tanto faticosamente dopo colloqui su colloqui! O anche la paura di denunce varie.

    Secondo me dovrebbero limitare il numero di rinnovi di un contratto a progetto in modo assoluto, nel senso che ogni persona durante la sua vita può lavorare a progetto ad esempio massimo 2 anni, dopo questo periodo qualsiasi azienda è obbligata ad assumere questa persona. Poco a poco si ridurrebbe il numero di persone “abilitate” a lavorare a progetto, e le cose tornerebbero equilibrate. Inoltre secondo me ci vorrebbe una tabella di stipendi minimi sotto il quale non è consentito andare… io prendo 4 euro l’ora da ormai 2 anni (nel contratto ho l’obbligo di adeguarmi ad orari e organizzazione dell’azienda) e sono laureato in ingegneria. Non ho mai ricevuto un aumento nè un premio produzione, nè tantomeno una promessa di assunzione a tempo indeterminato. La giustificazione? L’azienda è ancora giovane, in crescita, non possono permettersi contratti a tempo indeterminato.

  17. so scrive:

    uno schifo di contratto ti fregano per benino e basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!a loro fa solo comodo nn pagano i contributi e sn coperti sotto tutti i punti di vista ……………ma c dev’essere qualcosa che noi giovani possiamo fare per avere migliori condizioni lavorative oppure no!!!!!!!!!!!!!!!!!!ciao a tutti

  18. Paola scrive:

    Eccomi.
    Un’altra “vittima” dei Contratti a Progetto.
    Da 7 anni lavoro in uno studio commercialista, dal lunedì al venerdì, 40 ore settimanali. Ma ovviamente sono AUTONOMA! Le parole “assunzione” e “dipendente” qua dentro non vengono nemmeno prese in considerazione. Retribuzioni basse, niente TFR e tredicesima, contributi minimi, niente infortunio, malattia, ferie. Si accontentassero almeno di questo, invece no.
    Pretendono sempre di più (anche come ore lavorative) ovviamente senza accennare ad aumenti o anche a pagamenti degli “straordinari”.
    Possibilità di farsi una vita propria e indipendente pari a ZERO!
    Ragazzi…io ci vivo da tanti anni ma ritengo tutto ciò ASSURDO!! E nessun governo non ha mai mosso un dito per togliere tutta questa schifezza…non ho veramente parole!
    Semplicemente non hanno senso di esistere questi Contratti, perché le cose sono 2: o si lavora in modo continuativo per un’azienda e quindi si viene assunti come regolari dipendenti, o altrimenti si diventa liberi professionisti con Partita Iva e si emette regolare fattura all’azienda stessa.
    I CO.CO.PRO. quindi non hanno alcun senso…ma purtroppo continuano a fregarci.
    E’ ora di dire BASTA, e se non lo fanno dall’alto iniziamo a farci sentire noi.

  19. Harley76 scrive:

    ciao a tutti, sono una ragazza di 31 anni la mia vita lavorativa è stata piena di apprendistati e stage adesso mi hanno proposto un contratto a progetto part/time ma sinceramente non mi fido ma si può campare così? Ho provato a cercare un lavoro decente ma mi fanno problemi per l’età perchè avendo un compagno potrei anche rimanere incinta subito dopo essere stata assunta… ma siamo realisti per come vanno le cose non è periodo di mettere al mondo dei figli! E poi senti in tv che chi un lavoro lo ha timbra il cartellino e poi va in giro a farsi gli affari suoi!!! Non so a voi ma a me viene un nervoso…

  20. Everlost scrive:

    Ciao qualcuno mi sa rispondere,
    ho firmato da poco un contratto a tempo determinato di un anno,attualmente ho un contratto a progetto e,al momento della comunicazione delle dimissioni,la mia azienda ha detto che ,secondo contratto, devo dare almeno 20 gg “LAVORATIVI”(anche se sul contratto c è scritto solo 20 gg)altrimenti devo corrispondere una penale di 2000 euro. io ho compilato l MDV sul sito del ministero del lavoro quindi da oggi ho 20 gg in cui devo lavorare ancora con l azienda.Durante questo periodo io posso cominciare a lavorare nella nuova azienda con il contratto a tempo determinato?essendo un contratto a progetto quello che ho comporta qualche problema se per 20 gg mi divido fra due aziende?Avnedo la mutua non pagata posso mettermi in mutua o devo andare a lavorare per forza?Grazie

  21. MALCOM X scrive:

    Dunque il preavviso praticamente di norma non esiste nel senso che non opera ex lege una tutela sui licenziamenti simile all’articolo 18 per i subordinati.

    Tuttavia può essere inserito nel contratto individuale cosi come altre cause di risoluzione automatica del contratto: ti consiglio di leggerlo attentamente: in caso fosse presente ti consiglio di rispettarlo per ragioni di correttezza e (se hai uno stipendio fisso o qualcosa di simile) per ragioni economiche. Viceversa se non è inserito si: puoi lasciare tu il lavoro quando vuoi senza penali di nessun tipo salvo la parte di “progetto” che non avrai ancora fatto e per la quale quindi non percepirai nulla.

    Tra l’altro, già che ci sei, ricorda al tuo datore di lavoro e a quel simpaticone del consulente del lavoro che lo stipendio fisso, se previsto senza forme di retribuzione variabile e legate al progetto, mal si combacia con la forma di contratto a progetto che è (come ricordato allo sfinimento dal Ministero del lavoro) un contratto dove la prestazione è indipendente dal tempo e, appunto, a progetto (per esempio sono un informatico e ti realizzo un softwaree e tu mi paghi alla fine se rispecchia le tue richieste).

    Per tutte le informazioni dettagliate ti rimando a http://www.fmb.unimore.it alla voce “indice alfabetico”- “lavoro a progetto”

  22. TONINO scrive:

    …MI SAPETE SPIEGARE LA QUESTIONE FERIE ESTIVE ALL’INTERNO DEL CONTRATTO DI LAVORO A PROGETTO? Grazie

  23. Maria Sole scrive:

    Ho appena firmato un contratto a progetto con una azienda che offre servizi ad un ente pubblico.
    Sul mio contratto c’è scritto che devo prestare il mio lavoro per almeno 29 ore settimanali, ma sta di fatto che il mio è un lavoro di front office con degli orari ben definiti per cui firmo (in entrata ed uscita) anche un registro.
    volevo sapere se, come e dopo quanto è possibile rivalersi presso l’ente pubblico per una assunzione stabile.

  24. Silvia66 scrive:

    Ciao a tutti
    Come voi sono una assunta con contratto a progetto. Il progetto prevedeva piazzare il loro prodotto all’estero. Peccato che l’impianto di produzione non è in funzione da talmente tanto tempo xchè non vendono quasi niente in Italia (quel poco che vendono viene fatto a mano)che è stato deciso nelle prime sett. che dovevo fare il commerciale in Italia. Dopo 3,5 mesi mi ha detto che non mi assume perchè non ero riuscita a vendere niente. Preciso che si tratta di un prodotto per la pulizia industriale alimentare, quindi le aziende comprano da anni da grosse multinazionali, prova aconvincerli a mollare le multinazionali per prendere un prodotto sconosciuto, e in più solo 3,5 mesi di tempo x farlo, quando le multinazionali ci mettono anni x prendere dei clienti grossi. In più devo pagare di tasca mia la riparazione di tutta la carrozzeria del vecchio cattorcio, perchè ho fatto 2 bolli (con la pioggia sono scivolata) mentre era già in uno stato pietoso quando mi è stata data. Non ho parenti vivo da sola, ditemi voi come devo fare a vivere se non accetto certi compromessi???
    Giuro MAI PIÙ UN CONTRATTO A PROGETTO!!!!

  25. Giorgia scrive:

    Buongiorno
    io ho un contratto a progetto della durata di 10 mesi(da marzo a dicembre 2008), ho avvisato 2 settimane prima che prendevo un “permesso”(non pagato)dal 29 luglio all ‘8 agosto. Mi è stato risposto che molto probabilmente nn mi saranno date giornate di permesso in quel periodo.
    Ma io mi domando…possono farlo? nonostante riesco a portare a termine il mio lavoro mensile?
    Chiedo consiglio grazie
    Giorgia

  26. Rocco scrive:

    Ciao a tutti.
    Volevo sapere sè il contratto a progetto Co.CO.Pro. prevede gli assegni familiari.
    Grazie.

  27. Zakarias scrive:

    Per Giorgia: il contratto a progetto non prevede orario di lavoro fisso ne un impegno quotidiano… trai tu le conslusioni del caso

    per Rocco: sinceramente non so non ho mai sentito parlare di assegni familiari nel co.co.pro.

    Per tutti: LE FERIE POTETE PRENDERLE QUANDO VOLETE PERCHE IL CONTRATTO A PROGETTO NON E’ UN CONTRATTO A TEMPO QUINDI DITE PURE ALLE TESTE DI CAZZO CHE ASSUMONO A PROGETTO SOLO PER RISPARMIARE SUI CONTRIBUTI CHE VOI L’ORARIO DI LAVORO VE LO GESTITE AUTONOMAMENTE. E FATEVI RISPETTARE PERDIANA!!!

    buone vacanze a tti

  28. NICOLETTA scrive:

    La norma cita:
    “Trattamento economico e normativo:
    Il compenso deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del contratto.”

    MA QUALCUNO MI SA DIRE QUALI SONO I COMPENSI NORMALMENTE CORRISPOSTI PER UNA DATA MANSIONE? O MEGLIO, CI SONO DEI TABELLARI CON DEI MINIMI PREVISTI?
    VORREI CAPIRE SE IL COMPENSO CHE STO PERCEPENDO CON CONTRATTO A PROGETTO è CONGRUO O MENO ALLA MIA ATTIVITA’.

    GRAZIE, NICOLETTA

  29. Irene scrive:

    Ciao Giorgio, ciao ragazzi,

    mi è stato proposto un contratto a progetto, ma il contratto non potrò vederlo se non il giorno di inizio lavoro e nel frattempo devo comprare una macchina (vincolo essenziale per iniziare a lavorare)…so che non ci sono tfr, malattie pagate, che i contributi sono minimi e (non cumulabili?)…mi spiegate un pò come funziona il discorso di penali, rapporti di esclusività ecc ecc…a cosa devo stare attenta quando firmo!?
    Aspetto consigli, da tutti…
    Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
    by laureata al suo primo contratto di lavoro (1 anno)

  30. Rosy scrive:

    Ciao a tutti!
    Qualcuno potrebbe spiegarmi il fatto che un contratto a progetto non può essere utilizzato in lavori di outbound?
    Io lavoro in un call center e per il prossimo mese di novembre mi sarà proposto un contratto del genere. 400 euro al mese, per circa 100 ore di lavoro ripartiti in turni mattina/pomeriggio.
    Sapete cosa ha detto il mio datore di lavoro a riguardo? “Io vi propongo (sia a me che ai miei colleghi) di fare un tot. di telefonate al giorno, e quindi in un mese. Questo non è un progetto da portare avanti?”

    Secondo voi è legale? Dipende dalle condizioni?

    Grazie! Ciao ciao!

  31. Salve,

    segnalo questa iniziativa per sondare quante persone sarebbero favorevoli all’abolizione del CoCoPro. http://www.petitiononline.com/cocopro/petition.html

    Cordiali saluti.

  32. natalia vadala' scrive:

    Ma il contratto a progetto e’ ancora legale?