Conoscersi: un test per valutare le proprie attitudini professionali

Pubblicato da weblogit il 4 maggio 2006 in Test

• Cinque strade

C’era una volta l’azienda con tanti compartimenti stagni, con tanti “rami” abitati da creature (quasi tutte di sesso maschile) tipiche, ben diverse tra loro. C’era il ricercatore occhialuto, taciturno e stravagante, il responsabile di stabilimento cerbero e corpulento, il timido amministrativo con pochi capelli, il venditore guascone e dongiovanni, l’uomo di marketing brillante dal linguaggio incomprensibile, la segretaria pettegola e ben truccata. C’era una volta, ma ora non c’è più. Non è più così facile, quindi, dire a Tizio e a Caio “tu sei tagliato per questa o quest’altra attività” (probabilmente sbagliando, come spesso avviene ragionando in base a luoghi comuni); coloro che non hanno fatto dall’inizio degli studi precise scelte vocazionali, saranno di conseguenza in difficoltà nel capire il mestiere che fa per loro. Per aiutarli, è possibile solamente fare una macro-differenziazione tra le principali alternative esistenti sul mercato del lavoro:

I) Il lavoratore autonomo (libero professionista, consulente, piccolo imprenditore, commerciante, etc.);

II) Il professionista d’impresa (specialista di alto livello, che opera nel suo ramo di competenza in una media o grande azienda, o, sempre più spesso, in società di consulenza);

III) Il manager (coordinatore di risorse umane, tecniche e finanziarie in funzione del raggiungimento degli obiettivi generali dell’azienda);

IV) Il travet (esecutore d’ordini, impiegato di buon comando e modeste ambizioni);

V) Il “broccolone” (capace di tutto, ma buono a nulla).

Di queste, tre (manager, professionista d’impresa e travet) operano in azienda; una quarta (il broccolone) può bazzicarci, ma in genere non per molto. Sono categorie “di destinazione”, nel senso che solo dopo qualche anno emergerà, o prenderà forma, la vostra caratterizzazione: nel frattempo, sarete “in formazione” e poi giovani professionisti e quadri. Di solito è dopo 2-3 anni che arriva il momento decisivo, con lo scivolamento verso la broccolonaggine o il travettismo, o il salto verso il management o il professionismo d’impresa.
Nel favorire però l’ascensione o la caduta, secondo la teoria delle “profezie autoavverantesi”, conterà molto l’immagine che saprete costruirvi nei primissimi mesi di lavoro: vi è in azienda la misteriosa categoria degli “alti potenziali”, cioè di coloro che non si sa realmente quanto valgano, però “si presentano bene” e si ritiene quindi che faranno molta strada.
Per essere considerati alti potenziali occorre, oltre che essere stimati dal proprio capo, “fare colpo” su qualche pezzo grosso dell’azienda in cui si opera. È dunque fondamentale sfruttare al meglio le occasioni, anche modeste, di collaborazione o di incontro direttamente con il top management aziendale, che spesso ha il vizio di esprimere giudizi categorici in base ad elementi superficiali: la prima impressione che lascerete vi marchierà, nel bene o nel male, per molto tempo.

• I sommersi e i salvati

Manager, professionista d’impresa… ma come capire, in base alle nostre attitudini, quale di queste vie fa per noi? Non è una domanda oziosa, perché alcune scelte sono spesso irreversibili. Se è possibile passare dall’azienda al lavoro autonomo (soprattutto se si è professionisti d’impresa), è molto difficile fare il contrario; e anche in azienda, se non è raro passare da professionista a manager, è molto difficile il percorso opposto.
Le posizioni di ingresso (in genere specialistiche e con tempi di permanenza abbastanza lunghi da un lato, e più operative e con maggiore turnover dall’altro) già prefigurano il vostro destino di potenziali professionisti o manager: chi sbaglia autobus ha maggiori rischi di finire travet o broccolone.
Le tipologie indicate si differenziano su tre requisiti-chiave (diamo per scontato che un laureato possegga qualità come una buona cultura di base ed una decente intelligenza):
I) La capacità di lavorare bene in un’organizzazione complessa;
II) Il possesso di una forte vocazione e specificità professionale;
III) L’amore per il rischio, la competizione e la sfida.
Chi possiede marcatamente almeno due di queste caratteristiche, può aspirare a essere un buon manager, professionista d’impresa o lavoratore autonomo; chi ne possiede solo una si rassegni a fare il travet o il broccolone. Infatti, secondo la matrice sotto evidenziata, possiamo notare che:

• il lavoratore autonomo ha una forte vocazione professionale (sa fare bene “quella” cosa, e gli piace), ed ama il rischio e la sfida, il confronto con il “mare aperto” del mercato. D’altro canto, preferisce correre in proprio, non ama la complessità organizzativa;

• il manager non ha una precisa vocazione, ma sa invece muoversi bene in una organizzazione complessa, ed anch’egli ama il rischio, la competizione, la sfida continua;

• il professionista d’impresa non ama molto i rischi, nè la competizione. Però unisce una forte vocazione professionale al gusto di operare in una realtà più articolata, con spirito di servizio;

• il travet certo non ama le sfide, e se non sa muoversi nell’organizzazione sopravvive solo se ha una buona competenza specifica; o all’opposto, non ha particolari competenze ma sa conquistarsi un ruolo nuotando nell’organizzazione come un pesce nell’acqua, costruendo e valorizzando una preziosa rete di conoscenze personali;

• il broccolone, ahilui, non ha vocazione, ed è troppo innamorato di sè per avere spirito di gruppo: può darsi che abbia amore per il rischio, che nel suo caso, viste le premesse, si chiama temerarietà.

Va precisato che la broccolonaggine transitoria può colpire tutti, in momenti di cambiamento o di crisi, in cui le idee faticano a chiarirsi e a diventare progetti, e non è grave se è passeggera. All’uscita dall’Università, tutti siamo un po’ broccoloni. Quando permane, però, è il caso di correre velocemente ai ripari.

Riusciamo a riconoscerci, in potenza, in qualcuna di queste categorie? Facciamo un piccolo test che ci potrà aiutare a capire che “tendenze” abbiamo, senza dimenticare che dipende solo da noi diventare quel che vorremmo essere. Anche un modesto travet, se riesce a trovare la molla che gli fa scattare orgoglio e ambizione può diventare un generale, e a maggior ragione il broccolone; spesso, deve solo dare una robusta capocciata da qualche parte per scoprire risorse, interessi e concretezze inimmaginate. L’importante è che la capocciata arrivi in tempo.

• Un test per gioco, ma non troppo

Per capire ciò che possiamo diventare, dobbiamo tener presente sia ciò che siamo, sia ciò che vogliamo: se un grande pianista odia viaggiare, potrà fare magari tanti dischi ma non tanti concerti. In questo piccolo test mischieremo dunque elementi riferiti alle nostre aspettative ed ai nostri requisiti.
Come capire se si è più portati al lavoro autonomo o a quello dipendente, se si ha il potenziale per diventare buoni manager o seri professionisti d’impresa, se rischiamo di restare broccoloni troppo a lungo, o di non poter essere che umili travet? Forse il nostro istinto ci dice se preferiamo lavorare da soli o in compagnia, ma a volte sbaglia; forse le circostanze sembrano indicarci una strada più facile, ma che non è sempre quella giusta; forse, infine, la nostra sicurezza o insicurezza in noi stessi sembra aprirci o chiuderci molte porte, ma trova spesso disillusioni o buone sorprese.
Il test seguente è poco più di un gioco, ma consente di trovare qualche indizio sulla nostra vocazione. Tenendo presente che, in ogni caso, manager o professionisti o imprenditori di successo si diventa, non si nasce. Il successo nasce da un 20% di intelligenza, un 20% di “savoir faire”, ed un 60% di determinazione, costanza, sacrificio, volontà, impegno (o, come dicono gli americani, “10% inspiration, 90% perspiration”, cioè sudore). La gara per l’affermazione professionale è una gara di fondo, non di velocità: si piazza chi ha più tenuta, chi è meglio allenato. Anche se per vincere occorre avere uno sprint in più.
Il test funziona nel seguente modo: troverete 15 gruppi di 5 affermazioni ciascuno; dovete, per ogni gruppo, dare il punteggio di 5 all’affermazione in cui vi riconoscete di più, di 4 alla seconda, di 3 alla terza e così via.

•A• più lavoro meno mi stanco
•B• tutto va pianificato e organizzato
•C• la pignoleria è un pregio
•D• il buon giorno si vede dal mattino
•E• voglio sapere esattamente cosa devo fare

•A• se ho un’idea in testa, vado avanti anche a costo di pestare molti piedi
•B• ho un certo ascendente sugli altri
•C• la gente si fida di me
•D• non mi faccio influenzare dagli altri
•E• non rompetemi le balle, e io non le romperò a voi

•A• difficilmente mi faccio fregare
•B• sono molto freddo e razionale nelle decisioni
•C• mi piace la precisione, detesto l’ambiguità
•D• cerco sia l’uovo oggi che la gallina domani
•E• non mi piace farmi stressare

•A• ”rischio” è una parola che mi piace
•B• ”risultato” è la mia parola d’ordine
•C• ”far bene le cose” è il mio punto di riferimento
•D• ”fare sistema” è ciò che conta veramente
•E• “una cosa per volta” e allora tutto fila liscio

•A• chi fa da sé fa per tre
•B• fai fare agli altri tutto quello che puoi non fare tu
•C• io ho quel che ho donato
•D• ascolta il respiro del mondo.
•E• chi fa, sbaglia

•A• una sola passione, ma grande
•B• tante piccole passioni, bruciate fino in fondo
•C• una sola passione, ma sincera
•D• tante passioni e grandi.
•E• le passioni si pagano

•A• il tempo è una variabile dipendente
•B• il tempo è il vero avversario
•C• il tempo è un mezzo di misura
•D• il tempo, grande scultore.
•E• il tempo va preso con calma

•A• il tempo libero non esiste
•B• nel tempo libero mi diverto come sul lavoro
•C• il tempo libero è importante
•D• il tempo è sempre libero. E il tempo libero è sempre sacro

•A• ciò che mi dà fiducia è la mia determinazione
•B• ciò che mi dà fiducia è la mia intelligenza
•C• ciò che mi dà fiducia è la mia preparazione
•D• ciò che mi dà fiducia è la mia fiducia in me
•E• ciò che mi dà fiducia è l’ambiente intorno a me

•A• bisogna pensare al dopodomani
•B• bisogna pensare al domani
•C• bisogna pensare alla costante quotidianità
•D• bisogna pensare a cosa pensare
•E• bisogna pensare a cosa fare stasera

•A• la vita è la continuazione della creazione
•B• la vita è una sfida continua
•C• la vita è far bene le cose
•D• la vita è un sogno
•E• la vita è tutte le cose

•A• con gli altri se devo litigare litigo
•B• faccio il duro, ma accetto il compromesso
•C• cerco sempre una mediazione ragionevole
•D• non mi abbasso a litigare con chi non è al mio livello
•E• litigare non risolve mai nulla

•A• bisogna distruggere per poter creare
•B• tutto è confrontabile e pesabile, anche realtà disomogenee
•C• si possono misurare solo realtà omogenee
•D• spesso le cifre nascondono più di quanto dicano
•E• non poniamoci domande cui non sappiamo rispondere

•A• l’avvoltoio e la iena fanno un mestiere tutto sommato utile
•B• nella caccia, un branco deve avere gerarchie, organizzazione, coesione
•C• il lavoro ai fianchi conta più del colpo di grazia
•D• per cacciare, occorre avere fame
•E• fate cacciare gli altri, io preferisco lavare i piatti

•A• le regole sono fatte per essere cambiate
•B• le regole valgono in funzione della loro reale utilità
•C• finché ci sono, le regole vanno rispettate come sono
•D• le regole devono tenere conto dei bisogni di ciascuno
•E• le regole sono regole

Ora sommate i punteggi di tutte le affermazioni A, e lo stesso per B, C, e D ed E. Otterrete così un punteggio per ciascuna delle quattro lettere.
A corrisponde alla figura dell’imprenditore/lavoratore autonomo, B del manager, C del professionista d’impresa, D del broccolone, E del travet. La figura o le figure in cui avrete totalizzato almeno 50 punti saranno le dominanti, quelle con meno di 35 individuano le caratteristiche da voi più lontane.

Vediamo un semplice quadro riepilogativo delle attitudini professionali:

Spirito di gruppo Vocazione professionale Amore per la sfida
Lavoratore autonomo basso alta alto
Manager alto bassa alto
Professionista impresa alto alta basso
Travet medio bassa/media basso
Broccolone basso bassa medio/alto

 

Fonte: Dall’università all’azienda, guida pratica per i neolaureati, Ufficio stampa ACTL (Associazione per la Cultura e il Tempo Libero).

Bookmark and Share

Lascia un Commento

138 Commenti a “Conoscersi: un test per valutare le proprie attitudini professionali”

  1. Giusy scrive:

    …e quindi dovrei essere una manager…prometto che se lo diventerò un giorno…a cena fuori tutti gli utenti del blog…speriamo di incontrarci!!! :-)

  2. Luca scrive:

    Io sarei uscito come probabile professionista d’impresa… Mi ci riconosco, nulla da eccepire. Il fatto è che il lavoro purtroppo me lo devo creare da solo, dal momento che, essendo solo diplomato, anche per la più semplice mansione si ricerca gente con esperienza pluriennale!!! Ma scusate, premesso che anche uno che esce dall’università (io ho fatto tre anni di scienze giuridiche, maggior parte delle nozioni non mi mancano) per essere assunto dovrebbe avere una certa esperienza sul ruolo… Come pretendono di trovare gente esperta se non ti danno neanche la possibilità di imparare??? Finisce che per noi giovani non si entra più nel mondo del lavoro… Trovare lavoro non è facile, ma se ci mettiamo anche queste barriere non capisco dove si possa arrivare.

  3. gianni scrive:

    risultato soddisfacente:A55 B63 C42 D35 E26 posso confermarlo ……!!!

  4. Silvia scrive:

    C=60
    B=58
    A=41
    D=40
    E=22

    Se qualche azienda fosse interessata ai miei risultati prego contattarmi..grazie…ahahah
    Carino il test…. prima o poi i sogni si avverano…l’importante è che non rimangano per troppo tempo tali…!
    Ciao ciao
    Silvia

  5. Gianfranco scrive:

    Ciao Ragazzi, mi sono dilettato a leggere i vostri commenti. Volete un consiglio? Il test sarà anche carino, ma, a mio parere la realtà è che il mondo del lavoro in italia fa decisamante ca….re. Si va a lavorare per una miseria e la gente non riesce ad arrivare nemmeno a fine mese…. Alcuni, con quello che prendono, non arrivano neanche all’inizio……
    Bisogna cambiareeeeeeeee…….

  6. francesca scrive:

    allora..i miei risultati sono:
    A= 42
    B= 59
    C= 57
    D= 39
    E= 28
    ‘nzomma…non mi piacciono le sfide e ho un’alta vocazione professionale, perciò mi rivedo più professionista d’impresa!
    certo che “fa un certo che” parlare in questi termini…”mi vedo più professionista rispetto a manager..” ihihihih! a dire il vero mi vedrei anche bene come presidente della repubblica, ma non era tra le opzioni del test! :-D
    vebbè, dai…sognare nn fa mai male.. chissà che a tutti noi giovani vada un po’ meglio di come sta andando ultimamente e che finalmente qualcuno si prenda la briga di insegnarci il mestiere!!! (parlo per chi, come me, con un diploma di maturità scientifica e una laurea in scienze politiche e relazioni internazionali, si sente dire dalle agenzie interinali:” eh, i nostri clienti cercano persone con esperienza o almeno diploma di ragioneria”!
    da non credereeeeeeeeeeeee!!!!
    ciao ciao!
    francy

  7. Antonella scrive:

    Ciao a tutti, i risultati del mio test (fatto più per gioco) sono questi:
    A = 52
    B = 60
    C = 44
    D = 41
    E = 28
    devo dire che corrispondono al mio sentirmi lavoratrice , ma nell’ultimo mese sono stata costretta a rifiutare due discrete offerte di lavoro perchè la baby-sitter mi ha bidonata.
    Ora, infatti, sto cercando di mettere su un’attività in proprio, con alcune altre mamme, e stiamo sperimentando un’area baby-parking a nostro uso esclusivo e dei nostri bimbi. Spero la cosa funzioni, vi terrò aggiornati e SE IL LAVORO NON LO TROVI, ALLORA TE LO CREI!!!
    Tutti sappiamo che la situazione attuale non è delle migliori, soprattutto per noi mamme intorno ai 40, ma quando abbiamo i nostri cuccioli che ci guardano tutto passa e il lavorare per dare ai nostri figli una chance in più diventa importante. Quindi se la società e le istituzioni non ci aiutano, inventiamo da noi il nostro lavoro, organizziamoci e facciamo in modo che le nostre “debolezze” diventino la nostra forza!
    FORZA MAMME!!!!

  8. Angela scrive:

    ho fatto il test dovrei essere un manager e amare il lavoro autonomo, ma ai fatti non riesco a entrare in questo mondo, come mai!!!!!!!!!!!!!!!!
    non credo che il test mi possa aiutare!!
    comunque è stato divertente…………

  9. Claudio scrive:

    Io il test non l ho proprio fatto ma lascio lo stesso un commento.
    Credo che in fondo non sia importante identificarsi in un test oggettivo, per quel che mi riguarda potrei risultare essere presidente della repubblica ma la realtà dei fatti mi vede un neo-laureato desideroso di costruirsi un futuro.
    L’importante è costruire la propria ambizione strada facendo, sfruttare le poche opportunità della vita ed ottimizzarle il più possibile.
    Essere identificato come “broccolone” non è di per sè determinante altrimenti nn si spiegherebbe la presenza di tali soggetti a capo del nostro paese e delle nostre aziende.

  10. Laura scrive:

    Allora, mi ritengo una brava travet e non mi dispiacerebbe continuare ad esserlo, dal test i punteggi maggiori sono risultati essere manager e broccolone… (escludendo lav. autonomo e professionista perchè i risultati sono minori di 30..)E allora cosa sono??? Chissà!!
    ps= nel gruppo di domande in cui manca la “E” basta disunire l’ultima affermazione, perché la “E” corrisponde alla lettera dopo la “D” nell’ordine delle affermazioni!! Hanno sbagliato a scrivere!
    Ciao =)

  11. arcangelo (av) scrive:

    ho appena fatto il test….A=38
    B=50
    C=46
    D=45
    E=45
    ho quasi temuto che mio uscise broccolone…ma la speranza di fare il manager è l’ultima a morire anche perchè vorrei occuparmi di maketing pubblicitario…x adesso cmq penso a laurearmi poi si vedrà

  12. Mappi scrive:

    dal test risulto professionista d’impresa…
    x ora non lo sono.
    Magari in futuro….in futuro? quale?ho 40 anni!!!!Forse avrei dovuto scoprirlo un po’ prima?!
    Comunque il test rispecchia le mie caratteristiche!!
    Carino.

  13. silvia scrive:

    Il mio livello di autostima ringrazia,
    A 50
    B 50
    c 52
    D 45
    E 26
    Il problema è che con un Dtalmente vicino agli altri rischio di essere confusa! Che faccio, provo a litigare un pò di più?

  14. laura scrive:

    bè a me è risultato così :
    a= 37
    b=45
    c=49
    d=55
    e=41

    sono una broccolona : ))) ma che vuol dire??? io quando ho lavorato mi sono sempre fatta in dieci, ma forse vuol dire che non ho attidudini di comando ….comuque è stato divertente, ma il mio problema è il lavoro troppo poco e discontinuo che palle !!!!

  15. laura scrive:

    no ho sbagliato è diverso
    la la d e la e cambiano :

    D=49
    E=45
    che vuol dire???
    non ho 50 da nessuna parte

  16. katia scrive:

    ora che ho scoperto che il mio profilo professionale corrisponde a ciò a cui ho sempre aspirato, ovvero, professionista d’impresa, sono molto contenta.. io voglio essere professionista in tutto ciò che faccio!!!! e lo sono!!! anche se mi viene detto che in giro cercano solo persone con esperienza io rimango del mio parere.. non è questo ciò che conta.. ci vuole poco ad apprendere un sistema l’importante è avere buone capacità di comunicazione con gli altri, grinta, fiducia, coraggio, positività, voglia di crescere, di arrivare, di credere in se stessi..eccccc…..
    spettabili aziende ora che avete appreso la mia spiccata professionalità aspetto le vostre numerose offerte al mio indirizzo e-mail cosi da poter scegliere il mio nuovo e bellissimo e gratificante lavoro… ho detto scegliere, non accontentarmi!!!! :->

  17. Lorenzo scrive:

    A – 33
    B – 55
    C – 44
    D – 48
    E – 41
    A parte il fatto che non mi reputo affatto un “broccolone”…il test mi rispecchia al 30%…primo,perchè il mio sogno è di avere un’attività in proprio,e di questo ne son ben convinto.
    Secondo,il lavoro che svolgo ora,o che mi si prospetta nell’immediato futuro tutto può essere tranne che manageriale!!!
    Molto carino e divertente però!!

  18. Silvia scrive:

    Vediamo…..
    A) 37
    B) 61
    C) 49
    D) 39
    E) 37
    ciò vuol dire che…..il mio punteggio corrisponde a quello del manager! Beh…posso ritenermi soddisfatta, è ciò che, veramente, vorrei diventare! Peccato però che troppo spesso mi sta succedendo che al mio posto vengano prese persone con meno esperienza, studi inappropriati e la solita….spintarella!
    Come dovrei fare per diventare MANAGER?!
    Io continuo per la mia strada…
    Ciaooooooooo

  19. Angy scrive:

    Simpatico questo test…in effetti si avvicina molto alle mie attitudini…speriamo bene allora!!!

  20. Nicola scrive:

    IO SONO NATO MANAGER E MORIRò COME TALE, E’ INGIUSTO PENSARE DI FARE UN LAVORO CHE NON TI SI ADDICA PERò IL SEGRETO è PARTIRE DAL BASSO, UN RISTORATORE COME UN DIRETTORE DI BANCA NON PUO NON SAPERE COME SI SERVE UN PIATTO O UN’OPERAZIONE ALLO SPORTELLO.

    COSTRUIAMOCI LE CORSIE PREFERENZIALI PER OTTENERE CIO CHE VOGLIAMO, CONOSCO PERSONE APPENA LAUREATE CHE RISPONDONO AD ANNUNCI PER CHIEF EXECUTIVE MANAGER. AH AH HA H AH A H0A.

  21. Helga scrive:

    Dal testo risulto adatta ad essere una professinista di impresa, ma ho solo la terza media… Chi mi potrà mai offrire un lavoro adeguato?

  22. MANAGER INCOMPRESO scrive:

    DICI POCO !!!!!!!! AUGURI !!!!!!!!!!!

  23. Sabrina scrive:

    A 38
    B 54
    C 51
    D 32
    E 49

    Sono un po’ manager e un po’ travet.
    Definizione di travet? Uno che scalda la sedia?

  24. Travet ??? scrive:

    Qualcuno mi può dire che significa sto “travet” ???

    Il mio punteggio e il seguente:

    A 43 imprenditore/lavoratore autonomo
    B 53 manager
    C 50 professionista d’impresa
    D 39 broccolone
    E 32 travet

    Miiiiiiiiiiiii……., corro subito a dirlo alla mamma, SONO UN MANAGER e non lo sapevo :-)))

  25. Maria scrive:

    Come risulta anche dal test, io non vedo l’ora di avere qualcuno che mi dia ordini punto e basta. L’unica cosa che veramente mi gratifica è avere qualcuno che mi dice chiaramente cosa fare, e farlo. Dovrebbe essere semplicissimo trovare un lavoro x me visto che tutto il resto del mondo vuol fare il manager…….

  26. Alessio scrive:

    A 49
    B 54
    C 45
    D 37
    E 22
    secondo il test sarei imprenditore/lavoratore autonomo,molto manager,e professionista d’impresa,pochino broccolone, le figure con almeno 50 punti saranno le dominanti. mi ritrovo in questa descrizione,bravi per il test.

  27. GREGORY scrive:

    A= 41
    B= 60
    C= 53
    D= 41
    E= 30

    Dovrei essere un manager ed un professionista di impresa!!!
    C’è qualcuno a cui interessa un ingegnere neolaureato con queste caratteristiche? Se ci sei batti un colpo!!!

  28. edo scrive:

    bellissimo test !!! complimenti peccato il lavoro che manca !!!!

  29. Valentina scrive:

    A=60
    B=62
    C=41
    D=44
    E=16

    perfetto ragazzi.
    ho capito qual’è la mia vocazione.

  30. Helga scrive:

    Professionista d’impresa… non so neppure cosa significhi… ho solo la terza media, sono disoccupata e faccio solo lavoretti a nero, pur avendo già 37 anni… la seconda opzione che risulta dal mio test è quella del manager… allora posso sperare nel miracolo… (ho già un’idea in testa da tempo…)

  31. Stefania scrive:

    Non capisco..ho fatto il test e il mio risultato è:
    A= 51
    B= 52
    c= 57
    D= 56
    E= 37
    Ora la mi domanda è…cosa sono?!?!?!?!!??!!!?!?!!?
    Mah…

  32. alina scrive:

    Ho ottenuto come risultati
    A(imprenditore)=36
    B(manager)=60
    C(professionista)=57
    D(broccolone)=34
    E(travet)=38
    Prevalentemente spirito manageriale e professionista.Mi piacerebbe…Ma ci devo credere?
    Poi la cosa più difficile è ottenere un posto dove poterlo dimostrare agli altri.Care imprese,prendete atto delle mie qualità ed iniziate a proppormi le vostre offerte di lavoro! :) :)Non perdete quest’unica occasione di avermi nel vostro staff! hahaha
    Carino il test. Utile per il self respect! ;)

  33. roberto scrive:

    A 43
    B 43
    C 51
    D 36
    E 52

    Professionista impresa e travet…per lo meno mi allontano dal broccolone.

    certo le 2 attività sono un pò lontane seguendo la tabella sopra, solo l’amore per la sfida è uguale (BASSO)

  34. Carla scrive:

    Carla 48 anni
    A = 41
    B = 48
    C = 56
    D = 45
    E = 34
    appena diplomata ottimo lavoro come impiegata contabile
    poi pausa maternità e riprendo nel 1995 a lavorare e trovo solo lavori a tempo determinato come impigata, promoter, portalettere, operia
    inoccupata dal 20/05/09.
    piacevolmente sorpresa dal risultato, insisto ancora alla ricerca di lavoro

  35. Dora scrive:

    A=41
    B=57
    C=57
    D=39
    C=31

    wow…ho una vasta scelta davanti eh???
    Questo test non m’ha affatto chiarito le idee!!!
    :D

  36. Glo scrive:

    manager professionista….!il test è molto carino…
    ma speriamo di riuscire a trovare un lavoro qualsiasi..in bocca a lupo a tutti ;)

  37. chiara scrive:

    io dovrei essere in teoria un professionista d’impresa,,, bah non credo proprio

  38. Vale scrive:

    Alla fine io ho totalizzato:
    A 42
    B 45
    C 50
    D 47
    E 41

    Pensavo peggio.. di venire fuori Travet o broccolona.. beh sono quasi una broccolona.. Il brutto è ke non importa cosa siamo venuti fuori in questo test o le nostre aspirazioni, almeno mi riferisco a me stessa, sono sicura ke appena finita l’università ero molto più sicura di me e motivata alla sfida e avrei avuto risposte diverse..
    non x piangermi addosso anke perchè non serve a migliorare la situazione… ma dopo 4 anni di contratti a termine e aziende che non vogliono investire e rischiare su personale senza molta esperienza, agenzie interinali che puntano sulla prima impressione e basta, o ti chiedono esperienza in ragioneria, mi ritrovo a aspirare a semplici lavori di travet pur di avere un posto decente e poter crescere in professionalità. Altro che manager, perchè oltre alla faccia tosta ci vuole un pelo nello stomaco x fare carriera in certe aziende, calpestare senza pietà ki può metterti i bastoni tra le ruote ed essere ruffiani con i capi, vivere x il lavoro.