Buoni propositi e piano annuale

Buoni propositi e piano annuale

4 mosse per rendere efficaci i progetti per il nuovo anno.

17 Gen, 2017
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L’inizio dell’anno coincide per molte persone con i buoni propositi: inizio la dieta, mi iscrivo in palestra, cerco di impegnarmi in nuove attività più appaganti...
Nella maggior parte dei casi questi buoni propositi non arrivano a fine gennaio, ma sfumano prima.
Nelle aziende i buoni propositi si chiamano: budget, piano annuale e obiettivi 2017.
Questi di solito riescono a superare gennaio ma in diversi casi iniziano a scricchiolare già al termine del primo trimestre, sono in affanno al termine del semestre e rischiano di naufragare prima della fine dell’anno.
Ma allora come fare a rispettarli e a mantenere coerenza sia a livello privato che aziendale?


Ecco allora alcuni consigli:

1.   Capire la direzione
Significa comprendere che cosa si vuole davvero e verso che direzione andare.                
A livello privato si traduce con il capire quali sono i bisogni davvero importanti che si vogliono soddisfare nel corso dell’anno, valutando il grado di necessità e i benefici che si possono ottenere. Quindi capire se, ad esempio, “per me è davvero la priorità mettermi a dieta”.  
Nella realtà aziendale significa capire qual è la vision, la direzione che si sta prendendo e dove sta andando l’azienda.  
Esempi di vision: “vogliamo entrare in un nuovo mercato europeo” oppure “vogliamo proporre al mercato nuovi prodotti complementari”, “essere tra le prime tre aziende del nostro settore”.
Di conseguenza sarà fondamentale che la direzione che stiamo prendendo, come ufficio o funzione, sia allineata con il resto dell’azienda.

2.   Definire gli obiettivi e le azioni principali
Significa individuare che cosa ottenere per essere sicuri di andare verso quella direzione e definire che cosa fare per raggiungere quell’obiettivo.  
In ambito privato nel caso della dieta occorrerà definire, ad esempio, che “si mangeranno carboidrati solo una o due volte la settimana” oppure che “si farà attività fisica almeno due o tre volte a settimana”.
A livello aziendale occorre individuare “chi” fa “che cosa” entro “quando”.
È molto importante che gli obiettivi siano realistici - sfidanti ma non impossibili -, che sia chiaro chi sia il responsabile dell’azione da compiere, in cosa consista l’azione e la relativa tempistica.

3.   Individuare come misurare i risultati
Significa definire dei parametri di riferimento che permettano la misurazione del risultato ottenuto.
A livello privato saranno: peso e chilometri percorsi, così l’obiettivo potrà essere declinato e misurato. Ad esempio: “dimagrire di 1 kg al mese per i prossimi 4 mesi” oppure “correre per 5 km ogni due giorni”.
In ambito aziendale si tratterà di considerare dei KPI: dei parametri che permettono di tracciare e misurare la performance. Ad esempio: fatturato, riduzione costi, numero di clienti acquisiti, ecc.
In questo modo gli obiettivi possono essere declinati in modo più specifico e misurabile: “fatturare X con i clienti Y e Z”, oppure “ridurre i costi variabili dell’X% su Y e Z”.
È importante monitorare i risultati periodicamente per comprendere quanto di positivo è stato realizzato, quanto si è distanti dall’obiettivo e definire eventuali azioni correttive.

4.  Disciplina e buona volontà
Puoi pianificare e programmare tutto ma senza questi ultimi due aspetti non sarà facile ottenere il risultato desiderato.

In collaborazione con Antonio Messina, Presidente ed Executive Trainer & Consultant - Hara Risorse Umane

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